Un cammino in cinque passi per exsultare

Il cammino battesimale che abbiamo vissuto in questa Quaresima ci ricorda che il nostro battesimo non è mai una realtà conclusa, ma ci spinge a camminare avanti, a rinnovarci, a realizzare la missione che il Padre ci affida.
Il primo passo – Tentazione – è la lotta contro il male. Prima il male dentro di noi, così difficile da estirpare, poi quello che ci circonda e molte volte ci condiziona in modo pesante.
Il secondo passo – Trasfigurazione – è quello di guardare la meta. Non solo la realizzazione del Regno di Dio, ma anche la bellezza del progetto del Padre, che Gesù ha inaugurato con la sua vita, la sua incarnazione, la sua passione e le sue azioni. Senza mai dimenticare quello che il Signore ha fatto di noi con la grazia del battesimo: essere figli suoi, creature nuove, popolo santo, stirpe eletta.
Il terzo passo – Samaritana – è quello di lasciarci incontrare dall’amore di Gesù, che ci aspetta anche nei momenti e luoghi più impensati, di lasciarci stupire dalla sua fantasia e tenerezza, che sempre ci dà la gioia di ricominciare.
Il quarto passo – Cieco nato – è la disponibilità ad ubbidire alla proposta di Cristo e di fidarci di lui, che guarisce la nostra cecità, squarcia le nostre tenebre e ci coinvolge affinché, come lui, possiamo diventare luce per il mondo.
E – Resurrezione di Lazzaro –, finalmente, ci fa uscire da un sepolcro che ci siamo costruiti con la nostra mancanza di fede, con le nostre paura, pigrizia e chiusura, che ci bloccano e ci impediscono di realizzare la nostra vocazione.
È bello rinnovare ogni anno questo cammino, senza scoraggiarci per i nostri limiti, mancanze e debolezze, ma confidando solo in colui che ci libera dal peccato e ci strappa dal male non perché ce lo meritiamo, ma perché siamo suoi. E lui non ci vuole perdere, perché ci ha pensato e voluto affinché potessimo partecipare alla pienezza della sua vita e gustare la dolcezza del suo amore.
Al culmine di questo cammino di grazia, di luce, di misericordia, anche noi ci chiediamo come il salmista “che cos’è l’uomo perché te ne ricordi e il figlio dell`uomo perché te ne curi? Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli, di gloria e di onore lo hai coronato” (Sal 8,5-6).
Nella notte di Pasqua, immersi in questo mistero di luce e resurrezione, l’Exsultet [N.d.R.canto liturgico proprio della Chiesa cattolica eseguito nella Veglia pasquale] ci porta a contemplare il segno più grande, che manifesta quanto il Signore tenga alle sue creature e alla pienezza della nostra vita e della nostra gioia: “O immensità del tuo amore per noi! O inestimabile segno di bontà: per riscattare lo schiavo, hai sacrificato il tuo Figlio!

don Giovanni

Per leggere e scaricare integralmente la lettera di marzo, potete cliccare QUI (il file è in formato PDF e pesa circa 1,02MB).

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