Si chiude una porta, si apre un portone
Il 6 gennaio Papa Leone ha solennemente concluso il Giubileo ordinario aperto da Papa Francesco, la cui immagine in carrozzella, mentre apre la porta Santa, rappresenta in modo stupendo la Misericordia di Dio che non si stanca mai di venire incontro a noi, soprattutto nei tempi di prova e di dolore. Ma il 10 gennaio Papa Leone ha già annunciato un anno straordinario giubilare per gli 800 anni del transito di San Francesco il 3 ottobre del 1226. Sicuramente la scelta di questo nuovo Giubileo è nata dalla volontà di valorizzare la testimonianza di questo grande santo, che ha segnato profondamente la nostra terra. Il suo saluto “Pace e Bene”, che continua a risuonare sulle labbra di tutti i suoi seguaci, risuona nel saluto “Pace a voi” con cui Papa Leone inizia ogni suo intervento.
In un mondo martoriato da lotte e contrasti, come al tempo di San Francesco, anche noi, come lui, siamo chiamati ad essere costruttori di pace e seminatori di bene. Ogni scelta, parola, atteggiamento, rapporto deve avere come unico obiettivo creare fraternità, seminare il bene, curare le ferite, sostenere coloro che sono scartati e più fragili…
Non è a caso che Papa Leone abbia voluto far propria l’esortazione Dilexi te – iniziata dal suo predecessore e consegnataci nella festa del santo di Assisi – sull’amore verso i poveri: è un richiamo forte di quella predilezione degli ultimi che la Chiesa ha scelto in conformità col Vangelo e che San Francesco ci ha testimoniato scegliendo “Madonna povertà”. L’esortazione ci spinge a “sentire l’urgenza di invitare tutti a immettersi in questo fiume di luce e di vita che proviene dal riconoscimento di Cristo nel volto dei bisognosi e dei sofferenti. L’amore per i poveri è un elemento essenziale della storia di Dio con noi […] la Chiesa sente come propria “carne” la vita dei poveri, i quali sono parte privilegiata del popolo in cammino” [103].
Nella lettera possiamo gustare le belle testimonianze di persone della nostra comunità che con il loro “piccolo sì” hanno risposto alle provocazioni di Dio e hanno accolto la sua chiamata con semplicità e fiducia: Manuel, come diacono al servizio della nostra parrocchia accompagnato dalla sua sposa Barbara; Stefano Giannini, al servizio della nostra diocesi come coordinatore dell’ufficio diocesano di pastorale sociale; Paolino, nel suo impegno verso i poveri alla Capanna di Betlemme; e qualche altro alla Capanna, o in Cile, o in altri posti. Il Signore, anche attraverso di loro, ci provoca affinché non rallentiamo mai il cammino e, appena chiusa una porta, ci riapre un portone perché quest’anno di San Francesco sproni tutti noi, ciascuno secondo la sua possibilità, a mettere in gioco il suo tempo, le sue energie, la sua sensibilità e i suoi doni e perché, a imitazione del poverello di Assisi, anche noi gustiamo la bellezza di essere “provocatori di bene” e i propositi nati dai pellegrinaggi di speranza si trasformino ora in passione e fervore di operosa carità.
don Giovanni
Per leggere e scaricare integralmente la lettera di gennaio, potete cliccare QUI (il file è in formato PDF e pesa circa 4,57MB).