In cammino con San Giuseppe
Mentre ferve la preparazione del mercatino Caritas, che spinge tante persone a collaborare ad un’iniziativa così bella e coinvolgente, mentre viviamo intensamente questo mese di novembre e sentiamo più forte il legame che ci unisce a quelli del piano di sopra, che ci hanno accompagnato dalla nostra crescita e ci richiamano al senso profondo della nostra vita, ci prepariamo a vivere il pellegrinaggio giubilare in Cattedrale con la nostra zona pastorale, nell’ora in cui siamo chiamati a rivedere la nostra vita e le nostre scelte alla luce del Vangelo e del Regno di Dio, che Gesù è venuto a inaugurare.
I simboli più forti del giubileo sono il pellegrinaggio e il passaggio della Porta Santa, che molti hanno già vissuto al Santuario delle Grazie e in altri santuari della diocesi. Ma la cosa più importante è l’atteggiamento di conversione e di rinnovamento che il Signore ci chiede perché la nostra vita sia sempre più aderente alla Sua proposta d’amore a somiglianza di Lui. Abbiamo pensato, quindi, ad una figura che ci aiuti a realizzare in questo periodo di Avvento questo pellegrinaggio della fede ed abbiamo pensato a San Giuseppe, perché lui ci richiama a purificare in tanti aspetti il nostro stile di vita, che spesso ci porta lontano dall’adesione piena alla volontà del Padre.
Tutta la vita di San Giuseppe è stata un “pellegrinare nella fede”: dal suo fidanzamento con Maria alla prova impegnativa della sua gravidanza di grazia; dalla sua decisione di “lasciarla andare” all’accettazione della parola dell’angelo; dall’accoglienza del progetto di Dio alla responsabilità di essere custode e “difensore” di questa “creatura” così grande e straordinaria.
Depositario dello stesso amore del Padre, ministro di salvezza, testimone privilegiato della venuta nel mondo del figlio di Dio, Giuseppe è stato scelto da Dio per essere colui che ha inserito in modo “giusto” il figlio di Dio nel mondo e alla cui premurosa custodia Dio ha affidato l’inizio della redenzione e tutta la vita nascosta di Gesù.
A questo elenco incompleto delle caratteristiche della missione di Giuseppe, possiamo aggiungere quelle che riguardano la sua persona: l’amorevole cura per Maria, alla quale fece il dono sponsale di sé rispettando la sua appartenenza a Dio; il suo impegno gioioso nell’educazione di Gesù; la sua capacità di unire il lavoro umano al mistero della redenzione, servendo il Redentore e facendo di tutta la sua esistenza un dono totale per la crescita del Messia, fedele fino alla fine alla chiamata di Dio.
Quello che più ci colpisce è il suo silenzio, che svela in modo speciale il profilo interiore della sua persona – Giuseppe non parla… FA – e le sue azioni avvolte dal silenzio rivelano la sua profonda contemplazione. Giuseppe è la figura del padre amato, della tenerezza ma non della debolezza, padre nell’obbedienza al Padre perché è fiducioso in Lui e nell’accoglienza, che non vive però da rassegnato, del coraggio creativo che si rivela proprio nelle difficoltà, nell’esilio, nei cambiamenti, che vive all’ombra ma sempre presente e attento, senza mai cercare visibilità per sé.
Chiediamo anche noi al Signore il dono di realizzare la nostra missione nella piena fiducia in Lui e nel Suo progetto, confidando non nelle nostre forze, ma sempre nella sua Grazia.
Don Giovanni
Per leggere e scaricare integralmente la lettera di novembre, potete cliccare QUI (il file è in formato PDF e pesa circa 6,57MB).