“Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato” (Gv 10,9)
La voce forte di Giovanni Paolo II, “APRITE, anzi spalancate le porte a Cristo”, risuona dentro di noi e ci richiama continuamente alla verità del nostro rapporto con il Signore: la sincerità e la profondità del nostro legame con Cristo. Sull’esempio dei santi canonizzati in questi giorni, Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati, le Porte Sante, aperte in questo anno giubilare a Roma e in tutte le diocesi, sono allora una provocazione e una verifica della nostra vita di Fede. Ma prima di tutto il segno dell’Amore e della Misericordia di Dio che viene incontro ad ogni uomo e donna fatti a sua immagine e somiglianza.
Le porte Sante che abbiamo attraversato nei nostri pellegrinaggi domenicali ci hanno richiamato e ci richiameranno, insieme alla figura di Maria e a quella dei Santi che l’hanno realizzata pienamente, la missione che Dio ha affidato a ciascuno. La porta ha un significato molto bello: è luogo del passaggio, dell’accoglienza, dell’invito, della fiducia, della fraternità… La porta aperta, come si usava tenere tempo fa nei nostri paesi, dice “c’è posto per te!”. Ma per noi cristiani la porta non è solo un simbolo; è una persona, è Gesù –“Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato” (Gv 10,9)–. Perché è Lui che ci porta al Padre, è Lui che ci rivela il Suo volto, è Lui che ci comunica il Suo amore e il Suo perdono, è Lui che ci invita alla Sua Festa. Gesù ci dice:“senza di me non potete fare nulla” (Gv 15,5), ma passando attraverso di Lui entriamo nel progetto del Padre e possiamo realizzare il Suo Regno.
Lui è la porta della FEDE: ci rivela il mistero di Dio. Lui è la porta della SPERANZA: ci aiuta ad alzare lo sguardo e contemplare il senso ultimo della nostra vita. Lui è la porta della CARITÀ: in Lui e per Lui possiamo amare ogni creatura – “amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi” (Gv 15,12). Attraversare la porta vuol dire IMPEGNARSI con Gesù ad entrare nella novità di vita del Vangelo, per realizzare insieme a Lui QUI e OGGI, con tutte le nostre forze, quel Regno di Santità e di Grazia che Lui ha già iniziato in noi quando siamo stati immersi nelle acque del battesimo. Gesù è la porta della SANTITÀ e della FELICITÀ, che non sono frutto del nostro sforzo, perché il primo passo della nostra santificazione è LASCIARCI AMARE DA DIO, sentire la Sua presenza, la Sua tenerezza, la Sua consolazione, la luce della Sua Parola che ci spinge sempre a ricominciare e che non ci giudica ma ci chiama a Sé. Il secondo passo, trasformati dal Suo Amore, è quello di LASCIARE CHE DIO AMI OGNI CREATURA ATTRAVERSO DI NOI, come Don Oreste che ci ha insegnato a vedere in ogni persona, soprattutto i piccoli e gli ultimi, il volto di Dio e amarlo e servirlo come Lui ha fatto con noi.
Solo Dio è Santo, ma Egli vuole MANIFESTARE LA SUA SANTITÀ IN CIASCUNO DI NOI. “Come il vetro illuminato è tutto luce, ma non è la luce, così fa il Signore attraverso di noi”. Rendiamo linda la nostra vita per lasciare passare la Sua luce. Uscendo dalla porta non portiamo più solo noi stessi, ma il calore, la luce, la gioia della Sua presenza.
Buon Passaggio
Don Giovanni
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