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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
Di Bilo (del 08/12/2009 @ 14:14:01, in Vita di comunitÓ, linkato 831 volte)

Micro di Avvento 2009 – Una chiesa per l’Abruzzo

Oràdea è sempre nei nostri cuori

Dopo un periodo di silenzio e immobilità apparenti (ma la carità cresce anche quando non si vede), è tempo di un aggiornamento sull’evoluzione del progetto “Verso Oràdea”. Quattro anni fa la comunità di San Raffaele è stata coinvolta nella costruzione di una mensa, per consentire ai senza tetto di Oràdea (Romania) di consumare un pasto caldo al giorno. Abbiamo subito risposto con la microrealizzazione di Quaresima, impegnandoci poi in altre raccolte e contributi, e collaborando da subito con la Caritas rumena e la comunità delle sorelle Francescane Missionarie di Cristo, lì presenti. Il percorso ha incontrato alcune lentezze alle quali ci siamo adattati, perché il cammino della comunione è una grande ricchezza, ma va costruito insieme, con pazienza e costanza.
Oggi i tecnici rumeni incaricati hanno definitivamente stilato il progetto, le competenti autorità locali lo hanno approvato, i finanziamenti sono completati. Si attende solo l’inizio dei lavori; ne terremo aggiornata la comunità. Intanto possiamo considerare conclusa la prima fase del progetto che ci ha accompagnati in questi anni.

Avvento 2009 per Fagnano Alto (AQ)

Così ora possiamo guardare altrove...

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Di Bilo (del 08/12/2009 @ 14:09:25, in Volti della comunitÓ, linkato 1685 volte)

Domenica 15 novembre in cattedrale il vescovo Francesco Lambiasi ha consacrato diacono, in preparazione all’ordinazione sacerdotale, Davide Arcangeli. Davide, del 1979, è nato e cresciuto a San Raffaele. La nonna, Anna Maria Lisi, abita poco lontano dalla chiesa e si ritrova con le Ragazze del Lunedì. Molti ricordano Davide quando frequentava la scuola Lambruschini, mettendosi in luce per un’intelligenza viva e precoce, o quando imparava a suonare il pianoforte, con ottimi risultati. Frequentava poco la parrocchia, come la sua famiglia, del resto. A scuola, dalle elementari al liceo, ha sempre rifiutato l’insegnamento della religione. E pensava anche di non accostarsi alla comunione...
Adesso, dopo essersi preparato nel Seminario Romano, è diacono e tra qualche mese diventerà prete. Gli abbiamo chiesto di raccontarci qualcosa del suo cammino, e lui ci ha inviato questa lettera. Grazie, Davide. Il Signore accompagni i tuoi e i nostri passi.

* * *

Carissimi parrocchiani di San Raffaele, anch’io sono stato uno di voi fino al 1996...

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Di Bilo (del 06/11/2009 @ 09:45:13, in Documenti, linkato 10585 volte)

Cara Parrocchia,

questa volta ho bisogno di affrontare un tema pratico, ma che comprende aspetti legati alla fede, alla quale siamo sempre chiamati a educarci. Lo esprimo con una domanda: quante messe può celebrare un prete ogni giorno?

Da molto tempo la Chiesa indica ai preti di non celebrare quante messe vogliono, a piacimento loro o dei fedeli che le richiedono. Il vescovo Mariano aveva dato indicazioni precise: i preti possono celebrare non più di due messe nei giorni feriali e non più di tre nei giorni festivi (13.02.1991).
Ebbene, in questi anni mi è capitato di dover celebrare anche tre messe nei giorni feriali. Ad esempio per un funerale o per motivi di salute / indisponibilità di altro prete / perché un altro prete era malato. Adesso vorrei anch’io poter “obbedire” all’indicazione della Chiesa, anche nei momenti eccezionali. È ovvio che non si riesce a prevedere questi momenti, ma è possibile essere tutti preparati a sapere come e perché si possono sostituire. ...

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Di Bilo (del 05/11/2009 @ 22:11:34, in Speciali, linkato 1023 volte)

di Francesco Perez

“L’offerta di divertimento dà vita ad una vera e propria industria, che attualmente è una realtà di prima grandezza in Italia: tipico esempio il ‘distretto del piacere’, che si estende nel quadrilatero che va da Rimini a Jesolo, passando per Venezia, Gardaland, Bologna, comprendendo tre giganteschi ‘parchi a tema’ (Mirabilandia, Le Navi – il ‘Parco del mare’ più innovativo d’Europa – e Gardaland, gigantesca fabbrica del piacere) che attirano ogni anno milioni di famiglie…”. Così scrive il dottor Gianni Musso nel libro “L’impero dei balocchi trema? Tendenze, criteri, proposte sul divertimento” che ha presentato alla Comunità parrocchiale di San Raffaele di Rimini. Un incontro, che si è svolto venerdì 25 settembre, per riflettere sul tema “Come i giovani fanno festa oggi?”.
Il “divertimento” è un grande affare, un business come si dice oggi, fin dai tempi di Pinocchio che “gongolava per essere arrivato nel ‘paese dei balocchi’ e veniva imbrogliato dal gatto e dalla volpe”, situazione che si ripete ancora oggi, con l’unica differenza che le trappole in circolazione sono più sofisticate ed accattivanti.
“Nel 2006 il consumo di cannabis e cocaina è aumentato, così come, specie tra i giovanissimi, quello di alcol e tabacco – rileva il dottor Musso -. E scende l’età in cui i ragazzini si avvicinano agli stupefacenti”.
Il mercato della droga non è in crisi, anzi “le smart drugs, insieme ad alcune miscele chimiche, sono la vera novità (anche nel mercato della droga c’è la continua ricerca di prodotti nuovi) una novità velenosa: il loro livello di pericolosità può essere elevato e possono avere diversi effetti fra cui quello allucinogeno”...

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Di Bilo (del 05/11/2009 @ 22:08:10, in Volti della comunitÓ, linkato 1532 volte)

Poco dopo la richiesta di scrivere questo articolo per la lettera della parrocchia, mi sono trovato nella cappella del seminario a pregare guardando il nuovo mosaico che riproduce il crocifisso della Basilica di san Clemente a Roma.
La croce, trono di gloria, che sostiene Gesù, è decorata con dodici colombe bianche, simbolo degli Apostoli.
Una caratteristica di questo crocefisso è che, pur essendo rappresentato come patiens, con la testa reclinata di chi ha già esalato l’ultimo respiro, esso è tutt'altro sofferente. Il volto di Gesù, infatti, guardandolo da vicino, appare sereno, quasi sorridente. Esso ci dice già: “Io sono la resurrezione e la vita”.
Ai lati della croce sono rappresentati Maria e Giovanni, incorniciati da due rami della grande pianta d’acanto alla base della croce, che li racchiudono come in un utero: classica rappresentazione dell’iconografia proto-cristiana, essa rappresenta la nascita della Chiesa da questo ventre materno fecondato dalla croce e dal sangue che sgorga dal costato ferito di Cristo e dall’effusione del suo sangue...

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Di Bilo (del 05/11/2009 @ 21:49:10, in Documenti, linkato 818 volte)

Cara parrocchia,

l’estate sta finendo e un anno se ne va, diceva un antico tormentone. Non stiamo proponendo una vecchia storia con personaggi e attori già noti e scontati, ma vorremmo raccontare la vita di una comunità parrocchiale. L’occasione, questa volta, è l’imminente ripresa dell’anno pastorale, dopo i riusciti appuntamenti estivi e il necessario periodo di riposo.
In questi mesi il Vescovo ci ha consegnato due strumenti di lavoro: lo slogan per l’anno pastorale «…e di Me sarete testimoni» - mille voci un solo coro; e la lettera ai preti Prima di tutto fratelli. Entrambi sul tema della comunione nella vita della comunità cristiana. Così il vescovo Francesco ha motivato la sua scelta:

“In una parola, solo con una rinnovata Pentecoste possiamo essere una Chiesa più “una”.
Ecco perché ritengo di dover indicare al cammino del prossimo anno pastorale – l’anno di grazia 2009-10, che, ricordo, segnerà l’inizio della visita pastorale – non un’altra direzione rispetto a quella della contemplazione, ma uno scatto in avanti sulla stessa traiettoria. Pertanto il prossimo sarà, a Dio piacendo, un anno dedicato alla testimonianza della comunione fraterna. La formulazione di questo orientamento è ispirata a un versetto che si trova negli Atti degli Apostoli: “…e di Me sarete testimoni” (At 1,8). E la prima testimonianza che il Signore ci domanda e ci consegna è appunto quella della comunione, come recita il sottotitolo: “Mille voci, un solo coro”
(omelia di Pentecoste 2009)...

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Di Bilo (del 08/12/2008 @ 20:05:48, in Documenti, linkato 1067 volte)

Cara parrocchia,

dov’è finito il Natale?
Sicuramente ti stupirai di questa mia lettera che rischia di essere datata e forse un po’ retorica.
Però non posso fare a meno di considerare il cambiamento, a dir poco epocale, della grande festa cristiana.
Ho compiuto da poco i cinquant’anni e mi ritrovo a fare confronti con gli anni in cui ero bambino. Niente grandi luminarie, il panettone rigorosamente a Natale, il presepe, il pranzo, il tempo tranquillo della vita familiare, qualche regalo….

Ora invece assistiamo alla progressiva commercializzazione...

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Di Bilo (del 11/11/2008 @ 18:52:04, in Speciali, linkato 938 volte)

Caro amico e cara amica,

ho deciso di scrivere una lettera a te e agli amici della parrocchia.
Il buon Dio, ogni tanto, fa qualche scherzo originale.

Scrivo in un’occasione speciale, quella della consegna del Padre nostro. E’ la preghiera che vi ha insegnato Gesù, mio Figlio. E’ la preghiera che da sempre appassiona gli uomini nella ricerca di dare un significato alla parola Padre. L’essere Padre infatti, assieme all’essere Madre, è il legame più profondo che l’uomo possa vivere. Come Dio non voglio fuggire nessuna esperienza umana, compresa quella della morte. Ho deciso anch’io di mettermi in gioco. Ti va di metterti in gioco con me?!

Ti propongo dei pensieri che vogliono rispondere ad alcune delle tue grandi domande....

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Di Bilo (del 04/11/2008 @ 15:51:04, in vita di comunitÓ, linkato 1037 volte)

Cara parrocchia,

in questi giorni la nostra Chiesa ha celebrato l’Assemblea diocesana. E’ stato un grande evento di popolo, un momento di festa, un’occasione per condividere il cammino della fede.

Eravamo tanti di San Raffaele. Eppure mi sono detto: “tutti quelli che incontro per strada, che vengono a Messa, che partecipano nelle diverse occasioni dove sono? Perché non hanno raccolto l’invito del vescovo Francesco?

Domande sicuramente retoriche e scontate, ma ugualmente importanti.

Importanti perché mi fanno riflettere sul significato ...

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Di Bilo (del 10/10/2008 @ 15:55:17, in vita di comunitÓ, linkato 813 volte)

Cara parrocchia,

è cominciato il conto alla rovescia, meno 3.

Nel 2011 la nostra parrocchia infatti, compirà cinquant’anni. Anni di storia gloriosa, intensi, ricchi di tanti avvenimenti e curiosità. Quando sono arrivato (ormai sei anni fa) mi sono divertito e incuriosito a cercare tracce del recente passato. Essa detiene anche un primato diocesano di eterna giovinezza: in 50 anni ha avuto solo tre parroci.

Vi chiederete il significato di questo salto nel passato. Il motivo è presto spiegato. Un appuntamento “giubilare” non può passare come un anniversario qualsiasi. E’ necessario prepararlo con attenzione e consapevolezza.

Ecco allora la proposta che vi faccio. Il nostro Vescovo ha invitato tutta la comunità diocesana ad un cammino sulla domanda fondamentale dell’uomo, quella di vedere Gesù.

“Vogliamo vedere Gesù”, questo lo slogan. E’ nato un percorso che ci accompagnerà per tutto quest’anno pastorale, fino alla Pentecoste. Mi è sembrato naturale raccogliere il suo invito e scegliere questo tema, anche per la nostra comunità parrocchiale.

Riascoltiamo perciò la parola di Dio per metterci sulla stessa lunghezza d’onda. 

Tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa, c’erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli chiesero: “Signore, vogliamo vedere Gesù”. Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose: “È giunta l’ora che sia glorificato il Figlio dell’uomo. In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. (Gv.12,20-24) 

La catena di richieste arriva finalmente a Gesù. I greci andarono a dirlo a Filippo; Filippo andò da Andrea… sino a Gesù.

Questa icona biblica, mi ha ispirato la vita e la vitalità di una parrocchia. Cara “vecchia parrocchia” per quanto sei messa sul banco degli imputati, tanto si  ricorre a te per gli appuntamenti della vita. Tutti ti cercano quando devono festeggiare, anche il solo compleanno; tutti, da adulti, ricordano con piacere le “scorribande” giovanili. Ebbene cara “vecchia” parrocchia di Sanraffa, chissà quanto avrai da raccontare. Raccontare la vita, il passo lieve della fatica quotidiana, quel “trantran” che scorre sotto le tue mura: volti, incontri, amori sbocciati...e magari anche lacrime asciugate. Questa è la parrocchia. Sarebbe bello raccontare la vita di questi anni. Cominciamo perciò a raccogliere tutto ciò che possediamo.

Per il momento riprendiamo il cammino, con la nostra festa parrocchiale, lieti nel ritrovare gli amici; accoglienti verso chi, per la prima volta, bussa alle porte di Sanraffa. Gesù ci sprona con la sua parola a portare frutto, come il chicco di grano.

d.Giuseppe

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