Celebrazione funerali/cremazione
Di Bilo (del 08/12/2009 @ 14:22:52, in Documenti, linkato 2679 volte)

Cara Parrocchia,

nel mese di Novembre, dedicato alla memoria dei defunti, diversi vescovi sono intervenuti sulla cremazione, prassi che anche a Rimini comincia a essere proposta e richiesta.
Non vorrei entrare nel merito delle scelte personali e/o religiose. Mi limito a ricordare l’insegnamento della Chiesa, che investe un punto fondamentale della nostra fede, la risurrezione della carne, così come proclamiamo: “credo la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen”.
I primi cristiani si sono uniformati all’usanza ebraica di inumare i morti (cioè, seppellirli nella terra). Ma oltre alla consuetudine, una motivazione forte li spingeva alla prassi di inumare: la testimonianza della Risurrezione di Gesù, il suo sepolcro vuoto e la pietra rotolata. Chi sceglieva diversamente, lo faceva in polemica con l’insegnamento della Chiesa. Non cremare i morti è stato per secoli un segno di riconoscimento di chi crede in Cristo.

Oggi la riflessione teologica è cambiata. Nel 1968 Paolo VI ha promulgato una bolla per stabilire che inumazione o incinerazione (= cremazione) possono essere scelte con libertà, perché “non toccano l’anima”, e “quindi non impediscono all’onnipotenza divina di ricostruire il corpo”. Il corpo, sia esso dissolto nella terra, sia diventato polvere dopo la cremazione, può sempre ricongiungersi all’anima. Lo stesso anno la Congregazione per il Culto Divino stabilì definitivamente che le esequie cristiane non erano in contrasto con la cremazione.
È chiaro che tale comportamento non può e non deve costituire il ritorno a uno spirito neo-pagano, per il quale l’atto di gettare al vento (disperdere) le ceneri rappresenta l’unione dei resti del defunto con la “grande anima” della Madre-Terra, in antitesi alla visione cristiana dell’immortalità dell’anima personale.

Secondo la tradizione della Chiesa, la messa esequiale comprende tre segni che interpretano appieno il valore cristiano delle esequie: il cero pasquale, simbolo di Cristo risorto; l’aspersione con l’acqua benedetta in ricordo del battesimo e l’incensazione della salma come anticipazione della risurrezione della carne.
Il culto dei defunti fa parte della tradizione costante della Chiesa, la quale ci invita a fare memoria di coloro che “ci hanno preceduto nella fede ed ora dormono il sonno della pace”. Per la comunità cristiana è perciò molto indicata la prassi che mantiene anche la “memoria visiva” dei defunti. Il camposanto è il luogo di questa memoria, che raccoglie i resti dei battezzati, cioè i santi. E come il camposanto raccoglie i corpi dei battezzati, allo stesso modo potrebbe contenere (in un’area apposita, dove vengono conservate in urna o disperse) le ceneri dopo la cremazione.

La Sessantesima Assemblea dei vescovi italiani - che si è svolta ad Assisi alcune settimane fa  - ha approvato il nuovo Rito delle esequie, che prevede anche particolari formule di preghiera per chi verrà cremato. E ha riflettuto anche sul modo migliore di trattare le ceneri una volta cremate. Noi aspettiamo la pubblicazione del Rito con le indicazioni dei nostri vescovi e siamo pronti a metterle in pratica, certi che ci aiuteranno a rafforzare la fede nell’immortalità dell’anima e nella resurrezione della carne.
Nel frattempo noi ci comportiamo secondo le ultime norme della Conferenza Episcopale Italiana.
Attraverso la commissione per la Liturgia , è stato pubblicato nel 2007, un sussidio pastorale dal titolo ”Proclamiamo la tua Risurrezione”. Il cap.VI è dedicato proprio ai funerali in caso di cremazione e vengono date alcune indicazioni pastorali che riporto in sintesi:

1. “La Chiesa raccomanda vivamente che si conservi la pia consuetudine di seppellire i corpi dei defunti”. Si precisa che “permette la cremazione “ se tale scelta non è fatta contro la fede cristiana.

2. Il fedele che ha scelto la cremazione ha diritto alle esequie secondo i riti liturgici previsti.

3. La celebrazione delle esequie preceda la cremazione.

4. Qualora eccezionalmente (ad es. per morte improvvisa fuori della patria) la cremazione preceda le esequie, queste avranno una loro forma propria con l’omissione dell’aspersione con l’acqua benedetta e dell’incensazione.

5. “Avvalersi della facoltà di spargere le ceneri, di conservare l’urna cineraria in un luogo diverso dal cimitero o prassi simili, è comunemente considerata segno di una scelta compiuta per ragioni contrarie alla fede cristiana e pertanto comporta la privazione delle esequie ecclesiastiche” (pag. 117)

d.Giuseppe

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