Chi è colui che guarda?
Di Admin (del 05/10/2006 @ 18:57:11, in Vita di comunità, linkato 831 volte)

Venerdì 20 ottobre, primo incontro di formazione degli Operatori Pastorali del 2006/07. Tema: Fermatevi nelle strade e guardate, per prendere atto della realtà dinamica in cui siamo inseriti e incarnare una chiesa capace di dialogare col mondo, per incoraggiarlo a sperare. La riflessione e la preghiera sono state guidate dal vescovo Claudio Maria Celli. Nell'analizzare gli aspetti della vita nella quale la comunità cristiana opera, ha invitato a chiedersi: chi è colui che guarda?

Chi guarda è un credente, cioè una persona che è stata raggiunta dall'annuncio del Vangelo e ha accolto la verità rivelata da Gesù: Dio è Amore, un amore che agisce per primo e che resta fedele, anche di fronte alla debolezza e all'infedeltà dell'uomo. Il cristiano è uno che, sperimentato l'Amore gratuito di Dio, imposta la propria vita come una risposta di amore, e sente il bisogno di comunicare ad altri una verità che per lui è diventata sorgente perenne di speranza e di gioia.
Monsignor Celli, nato a Rimini 65 anni fa, ha studiato al Seminario Romano e ha esercitato il ministero di prete e vescovo a servizio diretto della Santa Sede. Contemporaneamente si è dedicato ad attività pastorali nelle parrocchie, tra i malati e in mezzo alla gente, con particolare attenzione alle famiglie. È stimolante ascoltare i racconti delle sue esperienze, vissute in paesi e ambiti diversi. Come diplomatico si è occupato di faccende importanti. Nel 1993 ha firmato col rappresentante dello Stato di Israele l'accordo che ha avviato rapporti ufficiali tra Israele e Santa Sede. Da anni segue le vicende della Chiesa cattolica della Cina e anche di recente ha visitato quelle comunità.

Cogliamo l'occasione per chiedere notizie di un popolo col quale siamo chiamati a confrontarci sempre più da vicino.

"Se visiti la Cina - risponde monsignor Celli - trovi una comunità cristiana presente e visibile. Circa 5000 chiese aperte, 23 seminari, vescovi, sacerdoti e religiose, 4 milioni di fedeli. La Chiesa cattolica cinese è una piccola realtà, rispetto alla popolazione, ma è visibile. Questa è la chiesa riconosciuta dal governo, che esercita su di essa un forte potere di intervento e di controllo. Accanto alla comunità ufficiale, ne esiste una più numerosa (di circa 8 milioni) che vive nella clandestinità, senza chiese e senza attività pastorali visibili. In realtà il governo conosce bene componenti e attività anche della chiesa clandestina. La tollera, ma non le consente una vita pubblica come avrebbe bisogno e diritto di avere. Anzi, ogni tanto interviene in modo repressivo, per scoraggiare e intimidire."

Quindi in Cina esistono due chiese...

"No, la Chiesa cattolica è unica, i 12 milioni di fedeli professano la medesima fede. Pure dal punto di vista della disciplina la Chiesa è praticamente una, perché anche la chiesa ufficiale (salvo poche frange) è in comunione col Papa, e le ordinazioni sacerdotali ed episcopali sono riconosciute o sanate."

Il cattivo rapporto col governo riguarda solo i cattolici clandestini?

"Pesa su tutte le religioni. Il governo vuole controllare ogni cosa. Nel caso della chiesa cattolica questo intento è complicato dal fatto che i cattolici fanno riferimento a un'autorità straniera, il Papa di Roma. Noi non cerchiamo privilegi rispetto ad altre religioni, ma la possibilità di esprimere ciò che siamo. Lavoriamo per un dignitoso livello di libertà religiosa."

I cinesi cominciano a essere sempre più visibili anche a casa nostra...

"Tra loro i cattolici sono pochi, ma ci sono. A Roma risiede un sacerdote cinese che visita i cattolici sparsi per l'Italia. Ciò che le comunità italiane riescono a fare per individuare e accogliere i cattolici cinesi è cosa molto buona. Non è facile, perché i cinesi sono impenetrabili. Ben vengano forme di apertura nei loro confronti, cristiani o no che siano."

Lino Tonti

 


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