Noè ubriaco
Di Admin (del 03/10/2007 @ 11:47:04, in Il tempo delle nespole, linkato 5262 volte)

L'inverno scorso, dopo aver incontrato i geriatri, ci siamo impegnati a parlare ancora di Alzheimer e di malattie mentali, sia per prevenirle sia per aiutare i familiari dei malati. Noi siamo rimasti a contatto coi medici e ora facciamo partire il progetto.
Vi piace il titolo Noè ubriaco? Lo ha usato il dottor De Carolis nella relazione di gennaio. La Bibbia racconta che Noè aveva tre figli, Sem, Cam e Iafet. Era agricoltore, produceva vino, un giorno si ubriacò e si ritrovò steso nella sua tenda senza vestiti. Il figlio Cam lo vide nudo e andò a raccontarlo ai fratelli, forse ridacchiando. Allora Sem e Iafet presero un mantello, se lo misero sulle spalle stando affiancati e, camminando all'indietro, lo fecero scivolare addosso al padre, coprendolo senza guardare le sue nudità. Figli che si comportano in modo diverso. Di fronte alla debolezza del padre Cam sorride, Sem e Iafet sono delicati e amorevoli.
Può succedere anche a noi. Noè ubriaco è un simbolo. Ci ricorda che è facile, diventando vecchi, perdere l'uso delle facoltà, la mente non è più lucida, non si è più liberi nell'agire. Ma ci ricorda anche come sia importante avere accanto figli, nipoti, amici e compagni di viaggio (come la comunità cristiana) che ci capiscono e ci trattano con amore.

Lino

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