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La parrocchia è rock o... lenta?!!
Di Bilo (del 01/09/2006 @ 09:11:35, in Vita di comunità, linkato 587 volte)

Il motivo di una celebre canzone di qualche anno fa, diceva:
"la mia banda suona il rock..."
Ebbene non penso che la vita di una comunità sia ritmata necessariamente dal ritmo rockettaro di una band di provincia, con il risultato scontato che chi non tiene il ritmo viene eliminato.
Al contrario la vita si incarna nei ritmi e nei tempi della vita sociale e culturale di un popolo. Allora dopo il necessario e doveroso tempo dell'estate, ricco di iniziative "diverse", riprende ora a dipanarsi, il sottile filo della vita quotidiana. Così ci insegna la storia della Chiesa; così ci hanno insegnato le nostre comunità parrocchiali.
Perciò riprendiamo il discorso laddove l'abbiamo lasciato. Dicevo nell'ultima lettera parrocchiale:
"La Chiesa che si incarna in una comunità si nutre anche delle relazioni vitali intessute in questo pezzo di territorio, ed è per questo che a volte lo slogan che accompagna il percorso pastorale dell'anno subisce delle variazioni sul tema".
Sempre alla luce della Parola di Dio abbiamo cercato di leggere la vita. È nata perciò la consapevolezza e la necessità di metterci ancora più in ascolto della Parola, per comprendere meglio.
Ci ha particolarmente ispirato il cammino del popolo ebraico, in modo particolare il credo di Israele che così recita:

Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze. Questi precetti che oggi ti dò, ti stiano fissi nel cuore; li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai. Te li legherai alla mano come un segno, ti saranno come un pendaglio tra gli occhi e li scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte. (Dt 6,4-9)

Ne è nato lo slogan per questo anno pastorale:
FERMATI. ASCOLTA...!
Esso risponde a diversi bisogni. Anzitutto la necessità di approfondire le scelte compiute in questi anni; di migliorare le iniziative intraprese, prendendo in esame le lacune per trovare possibili soluzioni. Infine c'è la necessità di coinvolgere al massimo le persone che abitano in parrocchia, facendole sentire sempre più partecipi, protagoniste e responsabili del tutto.
Per essere ancora più concreti questa scelta ha delle conseguenze dirette nella vita della nostra parrocchia. Provo ad esemplificare. Il Signore ci affida il compito principale della testimonianza, vissuta nella concretezza delle situazioni e in quel "pezzetto" di Chiesa che è la nostra parrocchia, per saper parlare alle persone e alle situazioni che incontriamo. Questo compito di "leggere" il tempo presente è affidato alla comunità in quanto tale, ai laici che sempre più devono attrezzarsi in questo servizio che gli appartiene per vocazione battesimale.
Perciò lo slogan di questo anno, seguendo i ritmi della pastorale e della liturgia, sarà declinato in tre verbi: Guardare, Ascoltare, Radicarsi. Ci verrà così proposto il ritmo di un cammino che continuamente guarda la storia, si confronta con la Parola, rinnova l'impegno del cristiano nella testimonianza al mondo.

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